1) La R&C è una realtà artigianale solida conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti. Quanto contano l'esperienza acquisita e tramandata negli anni ed il fattore tecnico nella progettazione degli strumenti? Ci sono delle figure all'interno dell'azienda che si occupano esclusivamente degli aspetti legati alla progettazione degli strumenti seguendo un metodo scientifico?
- Tutto ciò che viene prodotto all'interno della R&C è costruito a mano con metodi e procedimenti artigianali. Negli ultimi anni l'informatica ha iniziato ad avere un piccolo ruolo che rimane per il momento del tutto marginale. Gli strumenti sono ancora oggi interamente costruiti, assemblati ed incisi a mano con gli stessi metodi e spesso le stesse attrezzature utilizzate in passato. La produzione è limitata a poche decine di esemplari al mese, questo è garanzia assoluta di qualità e affidabilità nel tempo. Il contributo umano in una fabbrica artigianale come la nostra DEVE essere la grossa fetta di conoscenza. Alla R&C investiamo comunque molto in tecnologie. Negli ultimi anni abbiamo migliorato i processi di produzione legati alla curvatura dei colli e ciò ha richiesto dei grossi investimenti sia in termini di risorse umane sia in termini finanziari. Investiamo per migliorare la qualità del prodotto finito però alla base di tutto c'è sempre il fattore umano, il fattore artigianale che si fonda su basi molto solide legate alla pluriennale attività di progettazione e produzione di strumenti musicali. L'azienda rimane molto aperta nei confronti di eventuali forme di collaborazione e di sperimentazione. Ne è un esempio l'attività appena intrapresa nel campo della criogenia. La tecnica consiste nel portare lo strumento lentamente ad una temperatura molto bassa, lasciarlo in quelle condizioni per alcune ore per poi riportarlo a temperatura ambiente. I risultati per il momento sono abbastanza promettenti ma richiedono ulteriori indagini ed approfondimenti. Il funzionamento di uno strumento è basato su così tante variabili che alla fine la risposta definitiva la si ottiene solo suonandolo. Il saxofono perfetto (perfettofono, n.d.r. ridiamo insieme) non esiste e probabilmente non avrebbe alcun senso, l'unica cosa che si può ragionevolmente fare è trovare il miglior compromesso possibile tra tutte le variabili in gioco.
2) Entriamo nei dettagli della filosofia progettuale della R&C. Quali sono i "compromessi" necessari per la buona riuscita di uno strumento?
- Il saxofono deve essere solido ma vibrare al massimo, deve essere intonato ma deve essere "saxofono" ovvero una cosa che vibra, che parla. Alla R&C pensiamo che il suono di un saxofono debba essere poderoso, un saxofono deve suonare, vibrare se così non è allora abbiamo a che fare con altri strumenti che non sono più saxofoni e che difatti vengono chiamati con nomi diversi. I nostri saxofoni sono fatti completamente a mano ed ognuno di loro ha delle caratteristiche sonore ben precise che alcune volte sono anche difficili da percepire. Si tratta spesso di differenze che vanno a soddisfare le esigenze di esecutori molto raffinati i quali dedicano molto tempo alla selezione degli strumenti comparandoli continuamente tra di loro per apprezzare fino in fondo tutte le sfumature sonore che essi sono in grado di offrire. Crediamo che gli strumenti artigianali suonino meglio di quelli costruiti in serie poichè il fattore umano e la sensibilità di chi lavora conta più di ogni altra cosa. Una martellata in più crea magari quelle condizioni tali in un punto particolare della lastra da far si che lo strumento inizi a vibrare in maniera diversa. In questo senso è proprio l'imperfezione legata al processo di produzione artigianale che genera il suono così come lo intendiamo alla R&C.
3) Parliamo un po' della storia dell'azienda ricordando le tappe salienti dello sviluppo.
- Parliamo di cose ufficiali, documentate dagli atti custoditi quì alla R&C e dall'attività encomiabile svolta dall'associazione ONLUS Museo di Storia Quarnese ispiratrice di numerose iniziative legate al borgo di Quarna prima tra tutte la ricostruzione dell'albero genealogico attraverso il quale si è ribadito il legame esistente tra la famiglia Zolla ed i Rampone attraverso la figura di mia Nonna che discendeva dal ramo dei Rampone. E' forse questo il motivo per cui noi siamo così motivati a continuare questa importante tradizione, è qualcosa che viene da dentro che ispira continuamente le nostre attività. Ed è sicuramente questo il motivo che ha indotto mio padre (Roberto Zolla n.d.r.) a rilevare l'azienda ed a condurla fin dove è arrivata. Tornando alla storia, all'inizio del 1800, per la precisione attorno al 1818 due Quarnesi, Egidio Forni e Francesco Rampone si recano a Milano in cerca di fortuna. Approdano così nella bottega artigiana di Luvoni, un costruttore di flauti barocchi ed altri semplici strumenti a fiato. Apprendono l'arte della tornitura del legno ed iniziano proprio nella bottega del Luvoni la loro attività di costruttori di strumenti. Quando nel 1840, Luvoni che non aveva figli si ritirò definitivamente, fu naturale per i due Quarnesi rilevare l'attività. Nello stesso anno i due fanno ritorno a Quarna e qualche anno dopo, per la precisione nel 47 Egido Forni liquida Francesco Rampone producendo per un breve periodo strumenti marchiati esclusivamente Forni. La sorella di Egidio, Maddalena Forni sposa però Teodoro Bonaventura Rampone affine ma non discendente da Francesco Rampone. In quei tempi, spostarsi da Milano a Quarna significava iniziare in maniera definitiva una produzione in loco. L'idea che ebbero fu quella di utilizzare per la fabbricazione degli strumenti le essenze del posto: il bosso, il maggiociondolo, il pero e visto che non c'era l'elettricità sfruttare la forza motrice dell'acqua per far funzionare i macchinari, alcuni dei quali sono stati ricostruiti e si trovano ora all'interno del museo. La "fabbrica" era costituita da piccole unità posizionate sui bordi dei ruscelli e le prime maestranze erano rappresentate dai familiari dei pionieri che si dedicarono con impegno alle nuove produzioni. Fu così che cominciò la lenta conversione di Quarna da centro prevalentemente agricolo ad un primo embrione di borgo industrializzato. Nel 1860 Agostino Rampone, uno dei due figli di Teodoro (l'altro si chiamava Egidio) liquida il Forni Egidio e prende in mano le sorti dell'azienda.
4) Tra il 1916-18 avvenne un evento importante ovvero il matrimonio tra Giuseppina Cazzani, figlia di Giovan Battista Cazzani, un orologiaio e costruttore di strumenti musicali in ottone di Milano ed Egidio Rampone. Nasce così la Rampone & Cazzani o meglio le Ditte Riunite Agostino Rampone e Giovan Battista Cazzani.
- Oltre a questo evento, è importante sottolineare alcuni fatti avvenuti in precedenza. E' importante difatti ricordare che Agostino Rampone è stato in grado di costruire a Quarna il primo prototipo di saxofono con un corpo in legno già nel 1875. Agostino Rampone (1844-1897), figlio di Teodoro Bonaventura Rampone e affine al fondatore Francesco Rampone fu il vero artefice della produzione di strumenti musicali a fiato. Oltre ad essere un affermato flautista, era un fine artigiano, fu difatti il perfezionatore del sistema Boehm sul flauto (1). Grazie alle sue capacità imprenditoriali, dopo la metà del 1800 portò l'azienda a notorietà Europea e mondiale come attestano i numerosi riconoscimenti ricevuti a Milano, Vienna, Parigi, Rio de Janeiro, Harward, New York.
l'intervista
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Non è escluso che l'inventore del saxofono Adolphe Sax ed Agostino Rampone si siano incontrati in occasione delle numerose esposizioni internazionali di strumenti alle quali partecipavano e che questo incontro abbia ispirato Agostino nella produzione in Italia del primo esemplare di saxofono con fusto in legno pieno. Si utilizzava il legno per due motivi essenziali, il primo è che da esperti tornitori quali erano potevano dare al legno qualsiasi forma, il secondo è che sul legno era più facile assemblare le meccaniche per testarne il funzionamento. Dalla forma in legno pieno si passò alla creazione delle spine in metallo di forme diverse ed alla produzione del primo fusto in metallo che richiese per quei tempi degli investimenti importanti. L'opera fu facilitata dal fatto che nel frattempo era già iniziata la produzione delle trombe e degli ottoni in generale. La modellazione di un fusto in metallo non comportò dunque grossi problemi. Le preoccupazioni principali riguardavano più il corretto posizionamento delle meccaniche e dei fori per determinare le note. Alcuni strumenti con il corpo in legno sono tuttora custoditi all'interno del museo di Quarna. Prima ancora del matrimonio, il 1875 è dunque una data chiave per la storia dell'azienda.
5) La R&C ha una grande tradizione artigiana alle spalle, nel 1930 la ditta raggiunse l'apice del successo grazie anche al contributo di alcuni famosi artigiani, alcuni dei quali in opera ancora oggi. La produzione era in quegli anni molto probabilmente legata ad alcune importanti collaborazioni con realtà industriali di dimensioni ben diverse, mi riferisco alla Conn in particolare.
- Nel 1930 siamo all'apice della popolarità, probabilmente non della produzione ma prima ancora di quella data c'è il medagliere che testimonia i successi ottenuti dalla Rampone addirittura prima del 1900. Ovviamente il saxofono non era lo srumento principale di allora poichè non era ancora diventato famoso. I saxofoni prodotti attorno agli anni 30, che ancora oggi custodiamo, ricordano in effetti molto da vicino il design degli strumenti Conn della stessa epoca.
A prescindere da queste similitudini, il contralto quì raffigurato testimonia il livello tecnico nonchè estetico raggiunto dalla Rampone in quegli anni (l'interno della campana è rivestito in oro 18K). Il modello è un Soloist (sull'esemplare fotografato compare la scritta in italiano: Solista) ovvero il modello di punta della Rampone al quale il progettista Delle Piane applicò la sua meccanica estremamente complessa che permetteva di controllare con la sola mano destra tutte le note che normalmente vengono attivate con il palmo della mano sinistra e di far sfogare il Bb attraverso la contemporanea apertura della chiave del Eb grave. Per il resto tutto ciò che possiamo affermare è che la meccanica degli strumenti risalenti allo stesso periodo rimane simile a quella di alcuni modelli Conn ed ne rispecchia in parte la filosofia progettuale, si noti ad esempio la presenza nell'esemplare in questione del chiver accordabile presente in gran parte dei modelli Conn. Dopodichè la prima guerra mondiale non ha certo aiutato le sorti dell'azienda e la seconda ancora meno. E' un periodo durante il quale a capo dell'azienda non c'erano più solo i Rampone ma anche gli Arrigoni nella persona di Egidio Arrigoni che sposò appunto una Rampone. Purtroppo Egidio pur possedendo capacità imprenditoriali si trovò di fronte a difficoltà economiche notevoli aggravate dal fatto che sebbene la manodopera costasse in quei tempi relativamente poco, le persone che lavoravano in quel periodo alla R&C erano davvero tante come testimoniano alcune foto dell'epoca.
La foto rappresenta gli operai davanti alla casa dei Rampone, di fianco all'attuale stabilimento. Quella casa rappresentava il simbolo di Quarna, addirittura i Rampone avevano stampato delle cartoline, utilizzate per corrispondere o per scambiarsi gli auguri, nelle quali questa casa era rappresentata. Questo per sottolineare il fatto che gli strumenti per Quarna hanno davvero rappresentato la ricchezza. Quasi tutte le famiglie di Quarna avevano qualcuno in casa in grado di eseguire almeno un tipo di lavorazione su uno strumento. Dopo la seconda guerra mondiale purtroppo la situazione economica dell'azienda peggiorò e l'azienda si trovò sull'orlo della bancarotta. Nel 1957 l'industriale varesino Saltamerenda affine alla famiglia Arrigoni rilevò l'azienda mantenendo la produzione degli strumenti a Quarna. Gli uffici ed il magazzino furono invece spostati a Gerenzano di Varese. Sotto la guida del figlio Fernando, all'epoca ventitreenne, la R&C raggiunse l'apice per quanto riguarda la produttivita. Grazie alle indiscusse capacità imprenditoriali ereditate dal padre ed al fatto che la manodopera a basso costo era già altamente specializzata, Saltamerenda portò lo stabilimento Rampone verso una capacità produttiva mai più eguagliata. Dal '57 all'85 vennero prodotte circa 800 unità al mese e questo per diversi anni. La maggior parte erano flauti traversi (circa 600 pezzi al mese), mio Padre cominciò a lavorare nella Rampone stampando i flauti traversi. Saltamerenda è stato un imprenditore vero del resto proveniva da una famiglia di imprenditori ed è da ammirare poichè la sua attività è stata fonte di sostentamento per tantissimi Quarnesi. Sotto la sua guida si produssero in effetti moltissimi strumenti spesso con finiture standard (laccati con chiavi nickelate ad esempio) e di qualità superiore alla media solo parzialmente offuscata da una minore attenzione rivolta ai dettagli che in quell'epoca erano comunque meno importanti di oggi.
6) Arriviamo ai giorni nostri con la gestione di Roberto Zolla che rileva l'azienda, puoi illustrarci i dettagli di questa operazione?
- A partire dall'85 Saltamerenda si rende conto definitivamente che il mercato legato al marchio R&C cominciava a dare segni di cedimento a causa principalmente della concorrenza straniera e del discorso legato come dicevamo prima alla produzione di massa ed al tipo di politica aziendale adottata. In effetti la crescente attenzione verso il saxofono e verso determinate caratteristiche tecniche e sonore spostarono la domanda verso strumenti e marchi che meglio soddisfacevano le esigenze nel frattempo mutate dei clienti. Il Rampone & Cazzani in quegli anni veniva visto più come uno strumento da banda e non uno strumento per professionisti e quando alla fine del 1989 mio padre prese in mano l'attività faticò non poco per cambiare l'immagine dell'azienda.
7) La R&C si è distinta per la produzione di modelli molto particolari di saxofoni, a partire dai modelli Vademecum con l'incisione a sbalzo sull'interno della campana per finire ai più recenti Soprani Semicurvi e all'Alessofono, puoi raccontarci qualcosa in più su questi strumenti?
- Purtroppo i modelli Vademecum risultano di difficile reperibilità, le incisioni sono però una tradizione della R&C e presto tra i futuri progetti ci sarà spero una masterclass con tanto di dimostrazioni sonore dal vivo sulle tecniche di costruzione degli strumenti e quasi sicuramente anche sull'arte dell'incisione manuale. Questa è una piccola anteprima che diamo ai lettori di Hobbysax... per quando riguarda i modelli particolari mi piace ricordare un piccolo aneddoto di un saxofonista australiano che era in tournee con il suo gruppo (gli Xylosax) e capitò casualmente da queste parti. Ebbene che ci crediate o no si presentò in sede con un saxofono R&C contralto a fusto dritto e collo fisso che suonava in maniera eccezionale. Diamo a questo punto una seconda anteprima ovvero la produzione di questo strumento riprenderà sicuramente quì alla R&C. Non sappiamo esattamente quando ma riprenderà di sicuro. Un altro strumento che ci piacerebbe riprendere è il saxofono basso. Ci sono anche altre cose che ci piacerebbe produrre, ad esempio una linea completa di accessori professionali tra i quali una particolare legatura che abbiamo in mente da tempo.
- Per quanto riguarda gli altri strumenti, l'Alessofono ed il Soprano Semicurvo rimandiamo alle lettura delle apposite pagine
8) Grazie Claudio per questi che possiamo definire dei veri e propri SCOOP per i lettori di hobbysax. Parliamo ora però della realtà attuale della R&C e di ciò che sicuramente interesserà di più i nostri lettori ovvero della produzione attuale.
- Come dicevo attualmente produciamo alcune decine di saxofoni al mese e la forza lavoro è di circa 10 operai di cui due molto giovani. Questo permette di mantenere uno standard qualitativo molto elevato. L'azienda distribuisce i suoi prodotti in tutto il mondo. I saxofoni artigianali in genere producono una sonorità ben diversa da quella degli strumenti prodotti in serie ed assemblati nelle catene di montaggio. Questo è un discorso che vale in generale, non solo per la R&C. Nel nostro caso, oltre al suono l'attenzione è posta anche sulla qualità e sul numero di finiture disponibili ed ovviamente sulla massima attenzione nei confronti delle esigenze dei singoli clienti. Siamo sempre pronti ad ascoltare nuovi suggerimenti ed aperti verso nuove idee, offriamo ampie possibilità di personalizzazione su ogni singolo particolare di ogni singolo strumento. Le attrezzature che utilizziamo per la lavorazione sono state appositamente realizzate e sono tanto semplici quanto precise ed efficaci. La precisione nella costruzione e nell'assemblaggio e nelle regolazioni pre-vendita sono i nostri biglieti da visita, il nostro marchio di qualità. Una qualità che ha radici antiche.
9) Grazie Claudio, è stato davvero un piacere parlare con te
- Grazie a voi
- Nota finale: durante la lunga chiacchierata ho avuto modo di conoscere di persona il papà di Claudio, Roberto Zolla che tra una domanda e l'altra ha dato una risistemata ad uno dei miei saxofoni... grazie davvero!!!
Daniele Eugenio Lucchetta 2006
(1) Manuale il Flauto ed i Flautisti, Ed. Hoepli 1920
Avevo preparato una serie di domande per soddisfare alcune curiosità mie e credo anche di voi lettori, il discorso però è andato avanti a ruota libera poichè ogni singola risposta sottointendeva numerosissime implicazioni e comportava nuovi spunti di riflessione facendo nascere nuove curiosità che si traducevano immediatamente in uteriori domande ed approfondimenti. Quella che presento in queste pagine è una sintesi di quello che Claudio ci ha "generosamente" raccontato con tanta pazienza. Parleremo di come la Rampone & Cazzani è nata e si è sviluppata negli anni, della filosofia aziendale e della situazione attuale. Mi sarebbe piaciuto separare i diversi contributi ma ho ritenuto più opportuno raccontare le cose come effettivamente si sono svolte senza aggiungere nulla e senza modificare la successione temporale degli eventi. Cominciamo dunque con la prima domanda: